Cambiare alimentazione...chi te lo fa fare?

Per alcuni cambiare alimentazione anche in modo drastico, abbandonando cibo spazzatura o cambiando completamente stile alimentare può essere del tutto naturale, per altri richiede mesi di modifiche graduali – per altri ancora, dopo anni e anni significa cedere ancora al consumo di cibi che in realtà non si vorrebbero consumare ma da cui non si riesce a stare lontani, con penosa frustrazione. Vorresti ma non riesci fno in fondo, accampando scuse con te stesso: fuori casa non si trova niente, la mia vita sociale mi impedisce di fare come vorrei etc.

Voglio parlarti quindi di come le difficoltà nel mettere in pratica i propri propositi di una sana alimentazione vegetale siano tutt’altro che scontati.

Tom Regan, il padre filosofo dei diritti per gli animali, chiama “damasceni” coloro che da un giorno all’altro sviluppano una profonda empatia per gli animali rifiutando improvvisamente abitudini correlate al loro sfruttamento, evidentemente compreso lo sfruttamento per fini alimentari. Se non sei tra questi, sei in buona compagnia! Anzi ti confesso che anche io ho avuto per esempio grandi difficoltà ad abbandonare il consumo di formaggi. Graaaandi difficoltà, roba che ci ho impiegato mesi e mesi con periodici ripensamenti, tanto mi piaceva il loro sapore!

Ora invece mi nausea anche l’odore e mi chiedo come facessi a trovarli gustosi, tanto sono puzzolenti!

Ti dico questo perchè se vuoi cambiare abitudini alimentari per salute o per motivi etici ma fai fatica a farlo un metodo per riuscirci c’è. Può volerci del tempo, anche molto, ma puoi liberarti delle tue dipendenze se lo vuoi. Naturalmente devi essere sufficientemente motivato/a e se così non fosse è opportuno lavorare informandosi accuratamente per sviscerare aspetti non chiariti che ti portano a convinzioni sul fatto che in fondo in fondo tu di quell’alimento hai bisogno e non puoi farne a meno.

A questo proposito ho scritto un blog tempo fa su un argomento analogo

La difficoltà ad abbandonare formaggi (pur volendolo fare) è una questione molto frequente, così come per dolci e zuccheri raffinati in genere. Voglio consigliarti un metodo per riuscire nell’intento, ispirato nientepopodimenoche alla Teoria dei tre cervelli. La conosci? Si tratta di una teoria del neurologo Paul Mc Lean e che trovo molto utile per spiegare i tanti contraddittori comportamenti umani.

In pratica, secondo Mc Lean, il cervello umano potrbbe essere suddiviso anatomicamente in tre zone differenti per il momento in cui si sono evolute nella storia della specie umana e dei vertebrati più in generale. La zona più anteriore è quella che condividiamo con i rettili ed è quella responsabile dei comportamenti istintivi nel bene e nel male, compresa la fame compulsiva. La parte di mezzo è quella tipica dei mammiferi e delle emozioni; la parte più anteriore, quella dei lobi frontali, è la parte più moderna tipica proprio degli umani e delle scimmie antropomorfe, deputata quindi al ragionamento e alle astrazioni.

Cosa c’entra tutto questo con un’aspirante vegano che non riesce a fare meno di una spolveratina di parmigiano sulla pasta?

Di solito, accontentata la parte primitiva – rettiliana – si risolve il problema. La parte rettiliana del nostro cervello è quella che può guastarti una bella festa, una storia d’amore o anche mandare in rovina tutti i tuoi propositi di evitare certi alimenti.

Normalmente infatti la scelta di virare verso un’alimentazione diversa, nella fattispecie vegetale, coinvolge aspetti razionali (ti sei informato, hai capito cosa succede negli allevamenti intensivi o cosa può fare un eccesso di alimenti animali alla tua salute) e/o emozionali (tipicamente il rifiuto delle atrocità commesse su animali). Quando queste aree si accordano con la terza, quella più primitiva, neanche un bulldozer può spostare la tua scelta.

La prima cosa da fare è trovare un piacere sostitutivo a quello fornito dall’alimento incriminato e possibilmente anche sano. Per il caso dei formaggi un buon “parmigiano vegetale” preparato con mandorle, lievito in scaglie, sale ed erba cipollina o altro prsente sul mercato o preparato in casa ( a proposito...fra non molto su questo argomento ti presenterò una bella novità: seguimi!) – o se sei un goloso accanito provare una buona ricetta di dolce vegano di tuo gusto.

In questo modo avrai calmato almeno temporaneamente le pulsioni della tua parte più istintiva che ricerca sostanzialmente piacere. Se impari a trovare piacere in abitudini sane hai vinto.

Devi a questo punto provare più volte l’esperienza di mangiare il sostituto in modo positivo: in tante belle ricette, in situazioni positive, allontando interferenze tipo amici o parenti criticoni e poco rispettosi della tua scelta. E se il sapore non è identico, non preoccuparti perchè il gusto evolve: quello che gradisci oggi potevi trovarlo insignificante anni fa e viceversa.

Allena quindi il cervello emozionale: crea il tuo bagaglio di esperienze ed emozioni positive giorno dopo giorno, allontanando quelle negative.

Potrebbe volerci qualche settimana così come qualche anno a seconda:

• del tempo e della voglia di sperimentare in cucina
• di trovarti e di cercare situazioni positive
• delle interferenze che hai intorno e della tua determinazione a liberartene
• della motivazione a raggiungere il tuo obiettivo

Unitamente potresti mettere bene a fuoco eventuali effetti collaterali del vecchio alimento: pesantezza, difficoltà digestiva, gonfiori, bruciori di stomaco. Probabile del resto che i derivati del latte e altri alimenti poco sani come zuccheri raffinati li causino.

In periodi di forte stress è più facile ripercorrere sentieri ben noti e quindi potresti ritrovarti punto e da capo. Ma quando si perde il filo, si può semplicemente riprendere e la ripetizione di un comportamento utile (come quello di alimentarsi in modo sostenibile) aiuta il cervello rettiliano a ricercare quella stessa esperienza.

In definitiva, seguendo questo percorso, avrai accordato su una stessa finalità i tuoi tre cervelli e se avrai fatto questo non tornerai più indietro sui tuoi passi..